Partire dall’open source
ScholastiCAD è nato dalla base di SugarCAD. Una parte consistente dei primi mesi è stata dedicata a debug, correzioni e stabilizzazione della libreria.
Progetti e dati possono restare sul dispositivo, senza account o cloud obbligatorio, e il codice è aperto. Un software vicino a chi lo usa, che lascia spazio alla scelta.
Il primo ciclo ha costruito e stabilizzato la base tecnica di ScholastiCAD, partendo da software aperto e adattandolo progressivamente alle attività scolastiche reali.
ScholastiCAD è nato dalla base di SugarCAD. Una parte consistente dei primi mesi è stata dedicata a debug, correzioni e stabilizzazione della libreria.
SculptGL è stato integrato per affiancare alla modellazione geometrica attività di scultura digitale e un diverso modo di lavorare sulla forma.
Il lavoro con Manifold ha aperto una seconda strada per rendere più robuste alcune operazioni geometriche e ridurre i limiti della base originaria.
Strumenti, flussi e UI sono stati progressivamente ripensati per tempi, attività e modalità d’uso osservate nei laboratori scolastici.
Preparare l’interfaccia multilingua e le prime versioni in inglese e francese.
Rendere pubblico il codice su GitHub a settembre 2026, in occasione del nuovo ciclo di laboratori.
Alfabetizzazione e cittadinanza digitale
Usare un software può diventare anche un’occasione per capire quali dati produciamo, cosa condividiamo, cosa automatizziamo e come funzionano gli strumenti che utilizziamo.

Il primo ciclo di ScholastiCAD è cresciuto dentro un percorso reale con scuole, docenti e studenti, un contesto in cui le scelte tecniche potevano essere osservate mentre diventavano pratica didattica.
Il passo successivo è collegare ScholastiCAD agli altri strumenti già presenti nel nostro ecosistema, senza trasformare tutto in un’unica piattaforma centrale.
Un possibile modello di reciprocità: chi sceglie di condividere dati d’uso, casi didattici o tempo di sperimentazione potrebbe ricevere in cambio analisi, supporto, materiali o tempo di sviluppo dedicato. Non un requisito per usare il software, ma uno scambio esplicito e facoltativo.