ScholastiCAD Aula
Uno spazio per preparare attività, materiali e riferimenti come piante e alzati, e farli entrare nel flusso di lavoro degli studenti senza ridurre la lezione a una sequenza di istruzioni sullo schermo.
Collega ciò che accade sullo schermo con ciò che si fa in aula. Un software transmediale, per una didattica che lo è già.
Questa direzione è appena iniziata. Il primo passo esiste già; il lavoro sistematico prenderà forma nel ciclo di laboratori 2026/2027, sviluppato insieme a docenti e studenti.
Le tracce del Diario possono uscire dal software: si può stampare il percorso svolto e scaricare modelli cartacei da compilare a mano.
Stampa e materiali cartacei
Non vogliamo che documentare un progetto significhi per forza restare nel software. Il Diario può diventare un foglio, una scheda o un piccolo taccuino da portare sul banco e usare durante il lavoro.

Le prime pratiche transmediali sono emerse nei laboratori già svolti: uso di schede, passaggi sul banco, materiali cartacei e dialogo continuo tra spiegazione, misura e modellazione.
Queste pratiche esistono già. L’obiettivo è trasformarle in una UI e una UX che coinvolgano attivamente ScholastiCAD, facendo entrare carta, misura, dialogo e oggetti nel flusso di lavoro del software invece di lasciarli invisibili o, ben che vada, ai margini.

Schede stampate, righello e modello digitale lavorano insieme.

Le spiegazioni possono partire da una scheda condivisa e rientrare nel software.

Disegno, misura e verifica su carta accompagnano la modellazione.
Una lezione non avviene soltanto tra una persona e uno schermo. Ci sono fogli, misure, oggetti, compagni, discussioni, tentativi e spazio fisico.
ScholastiCAD vuole riconoscere questa realtà e progettare passaggi intenzionali tra i diversi mezzi, invece di trattare tutto ciò che accade fuori dal monitor come qualcosa di esterno al software.
ScholastiCADLe prossime funzioni non sono ancora definite una per una. Sono direzioni da costruire con i docenti, osservando quando ha senso uscire dallo schermo e quando invece il digitale è il mezzo migliore.
Uno spazio per preparare attività, materiali e riferimenti come piante e alzati, e farli entrare nel flusso di lavoro degli studenti senza ridurre la lezione a una sequenza di istruzioni sullo schermo.
Misurare, prevedere, spiegare o verificare su carta prima di tornare al modello. Brevi supporti collegati alle funzioni, da usare sul banco o sul quaderno.
In alcuni momenti il software potrà suggerire di passare alla carta, a un oggetto, al dialogo o allo spazio fisico, non come interruzione ma come parte dell’attività.
La verifica prima dell’esportazione può diventare un’attività didattica attraverso dimensioni, scala, parti sospese, fattibilità e confronto con l’oggetto che verrà prodotto.
Le immagini del ciclo 2026/2027 arriveranno con l’avvio del lavoro. Per ora raccontiamo la direzione e lo spazio in cui prenderà forma.
La prossima fase verrà sviluppata insieme a docenti e studenti, per capire quali passaggi tra schermo, carta, oggetti e aula siano davvero utili e quali invece aggiungano soltanto attrito.